Ennio Morricone, presentato al Teatro Quirino assieme al suo “intervistatore” Giuseppe Tornatore, il libro “Ennio, un maestro”, pubblicato da HarperCollins, dove il maestro in 334 pagine racconta la sua vita e la sua incredibile carriera.

Ennio Morricone, si intitola “Ennio un maestro” il libro-conversazione,  dove in 334 pagine il maestro racconta a Giuseppe Tornatore la sua carriera, e la sua vita , tra aneddoti e segreti e anche tanto divertimento, visto la simpatia tutta romana del maestro.

Ennio Morricone e Giuseppe Tornatore si sono incontrati nel 1988, e da quel momento Morricone è diventato  il musicista dei  film di Tornatore.

Ha appena compiuto novant’anni,  ma intende continuare, al teatro Quirino il 12 novembre ,tutto esaurito, Giuseppe Tornatore e con gli interventi  di  Gino Castaldo, Piera Detassis, Vincenzo Mollica e Giuliano Montaldo, moderati da Sveva Sagramola  hanno parlato del libro e non solo, in una lunga conversazione.

Il libro appena uscito in libreria per HarperCollins, 334 pagine.

Difficile riassumere in poche righe la lunghissima e molto divertente conversazione tra gli ospiti e il maestro Ennio Morricone, e vi rimandiamo al nostro video quasi integrale che pubblicheremo a breve, ma vogliamo per i lettori focalizzare i punti più “caldi” del lungo dialogo, che riprende alcuni punti del libro, mentre altri sono inediti.

Per il maestro Morricone: la musica parte dai grandi come Bach, per la mia musica io sono sempre partito dai miei studi dei grandi autori” e la moderatrice Sveva:” ma anche Stravinkskij lei ha raccontato nel libro“, Morricone :”si, …. ma lui non ha fatto poi musica da film” in tono ironico, provocando grandi risate tra il pubblico. Forse basterebbe questo veloce passaggio per sintetizzare un maestro, capace di creare centinaia di fantastiche colonne sonore, accoppiate ad un’innata simpatia tutta romana, degna del migliore Alberto Sordi. Ennio Morricone nella lunga conversazione si è poi fatto molto serio quando Tornatore ha precisato che nella sua intervista-conversazione il maestro gli ha detto che non esiste l’ispirazione.

Ennio Morricone: ” è vero non esiste l’ispirazione, non è che un compositore guarda alla finestra un tramonto e poi viene ispirato, no esiste solo il lavoro,  il duro lavoro di ricerca dei giusto suono che magari si adatta a quella determinata scena, quel particolare strumento che deve suonare,  no per me chi dice che uno deve essere ‘ispirato’, non sa fare il suo lavoro“.

Nell’intervento di Giuliano Montaldo, il regista per il quale Morricone ha realizzato più colonne sonore , ben sedici, ha raccontato il suo sodalizio con il maestro e confessato quando quella volta per Sacco e Vanzetti fu lui a scegliere il pezzo più adatto.

Ennio Morricone:è vero in Sacco e Vanzetti su una particolare scena drammatica lui mi disse ‘no qui solo gli archi non ci va l’oboe’, ebbene aveva ragione !”.  E Montaldo: “lo vedi che anche io ci capisco qualcosa ! – dice ridendo”.

Uno dei momenti che ci fanno semplicemente amare il maestro Morricone  è stato quando il critico ed esperto di musica Gino Castaldo gli ha chiesto una cosa che non troviamo nel libro. Se è vero che Bruce Springsteen, che lui ammira moltissimo, gli aveva chiesto di collaborare con lui

Gino Castaldo: ” Vorrei finalmente sapere se è vera questa storia, per un musicista che per me sta solo solo un gradino più in basso di Dio, se Bruce Springsteen le aveva chiesto di collaborare? “.

Ennio Morricone: “Springsteen chi ???“.

A parte le risate in sala, forse veramente il maestro ignora o non ricorda affatto chi sia Bruce Springsteeen, ma dobbiamo ammettere che la delusione letta nel viso del critico Gino Castaldo era molto grande.

Un’altro scoperta, che potranno poi fare i lettori attraverso il libro,  è scoprire che Ennio Morricone è un fortissimo giocatore di scacchi, tanto che giocato con i più grandi giocatori del mondo.

Ennio Morricone: ” è vero ho giocato con Fischer e ho perso, ma una volta in un torneo a più tavoli con Spasskij, è finita patta. Mi spiego lui mi ha chiesto di fare la patta, altrimenti forse avrei vinto io – dice sorridendo- ma comunque posso dire che ho fatta la patta con un dei più grandi campioni del mondo !”.

E alla domanda se mai aveva pensato ad un musica dedicata proprio al gioco degli scacchi Morricone si illumina.

Ennio Morricone: ” è vero, ci ho pensato, peccato nessuno me lo abbia mai chiesto, facendo un rapido calcolo 24 pezzi… 64 caselle, si potrebbe creare una musica molto particolare, una partitura perfino per una partita a secondo del suo svolgimento...” .

Forse questo è uno dei momenti più intensi, dove si percepisce veramente il genio del maestro, che è fin troppo modesto come lo stesso Tornatore sottolinea nel libro.

Alla fatto di aver vinto troppo tardi Oscar ed altri premi interviene Piera Detassis, raccontando come all’epoca le musiche dei film di Sergio Leone,come i film stessi erano considerati di serie B, solo per essere rivalutati in seguito e in questo caso Morricone, spietato come Clint Eastwood, si toglie il classico sassolino dalla scarpa:

Ennio Morricone: “Sì, tutto vero all’epoca erano considerati di serie B, e ricordo bene come Gianluigi Rondi ed altri critici, ci hanno trattato …“.

Sebbene Piera Detassis cerchi di difendere il più noto critico italiano , Morricone senza  pietà rincara: “No Rondi è  stato un grande critico, un bravissimo direttore del festival di Venezia, ma nel mio caso, nel caso di Leone, sbagliava !”.

In conclusione della lunga conversazione Giuliano Montaldo gli ricorda come lo ha portato alla fede calcistica corretta, ovvero quella della Roma, visto che leggenda narra che il maestro da giovane fosse un simpatizzante della Lazio.

Ennio Morricone: “No, è vero tifo per la Roma, precisiamo io rispetto moltissimo i tifosi della Lazio non ho assolutamente niente contro di loro, solo quando giocano contro noi ! – e sorride sornione”.

In ultimo non possiamo che consigliarvi di acquistare il libro dove troverete tante inedite notizie ed episodi che riguardano un’autore, che possiamo senza ombra di smentita, definire uno dei compositori di musica più grandi del mondo. Un compositore che ha portato innovazioni nel campo delle colonne sonore che ancora oggi fanno scuola, e ci tocca scriverlo, ma sappiamo che non è vero, “ispirano” le nuove generazioni di musicisti ad intraprendere la carriera, di chi, come giustamente gli è stato augurato dal maestro Giuliano Montaldo, deve ancora comporre  tante altre tante colonne sonore, ed è anche  il nostro augurio per i 90 anni del maestro.

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Roberto Leofrigio

Laureato in Scienze della Comunicazione, critico cinematografico, ufficio stampa per eventi e festival, cameraman professionale. Da 20 anni intervista chi conta in tutti i settori dello spettacolo e non solo.

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