Abbiamo incontrato il Collettivo Macello che ci ha preparato del loro ultimo lavoro “Romanzo Selvaggio”.

“Romanzo Selvaggio” è uno scritto picaresco, feroce e tenerissimo, è un ​baedeker tossico sulla nostra società di rovine. Quattro cavalieri del nulla, ALT, CANC, CTRL, ESC, studenti di facoltà sgangherate e pornografi che, create al solo fine di produrre nuovi disoccupati, creano una start-up iperdigitale per lo spaccio, conversano amabilmente di questioni teologiche con un angelo, gestiscono affari con i clan calabroalbanesi e cercano un’impossibile redenzione in ogni possibile droga.

Abbiamo incontrato il collettivo Macello, che ha risposto alle nostre domande su questo interessante nuovo “Romanzo Selvaggio”.

Collettivo Macello, cosa vi ha unito in questo gruppo variegato?
Ci siamo incontrati realmente in un bar cinese e abbiamo scoperto molte affinità culturali: anarchia, droghe, religioni antiche
Qualcuno potrebbe rimproveravi di non esservi voluti mostrare, come mai?
Siamo più liberi di esprimere il nostro pensiero senza una relazione diretta con la nostra persona
Il romanzo parla di quattro dei tasti più comuni sulla tastiera come protagonisti, è una denuncia per una società sempre più virtuale e meno basata su persone vere?
Sì. Il digitale e i social media hanno trasformato le nostre persone in oggetti di scambio simbolico, disancorati da ciò che siamo nella realtà fisica. Per questo le droghe sono importanti nel romanzo: sono un modo di riappropriarsi del proprio corpo, del proprio immaginario.
Il romanzo ha sicuramente un linguaggio originale, ma la storia come avete detto voi è ripresa da Breaking Bad e Smetto quando voglio…è nato un nuovo filone? Come mai i fan di queste sue saghe dovrebbero leggere il vostro libro?
In realtà le serie sono solo un modo di esprimersi, per noi. I contenuti di questo romanzo sono tutti originali e, in parte, vissuti sulla nsotra pelle
Per qualità di messaggio e denuncia pensate di essere vicini alla serie tv Black Mirror?
Crediamo che sia necessario inventare nuove forme di resistenza alla tecnologia, per non farci manipolare. Non tanto Black Mirror, ma per analogia ideologica, forse , La casa di carta
Vi piacerebbe mandare i vostri messaggi anche con altri mezzi, magari una web series?
Ci piacerebbe moltissimo, se riuscissimo a trovare però il giusto linguaggio della regia: ruvido, diretto, crudele

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Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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