Matthew Perry, il Chandler Bing di Friends, una delle serie tv più famose e viste della storia della televisione è stato ricoverato in gravissime condizioni, a Los Angeles.

MATTHEW PERRY RICOVERATO

La notizia ha scatenato il panico tra i fan della sitcom Friends, tutt’ora un mito per molte generazioni di telespettatori (in Italia le repliche su Mediaset fanno ancora percentuali di share clamorose).

Avrebbe subito un’operazione d’urgenza per una perforazione gastrointestinale, le sue condizioni sono ancora critiche, ma fonti dell’ospedale dicono che sia in lento recupero.

CHI E’ MATTHEW PERRY, IL CHANDLER BING DI FRIENDS

A farlo sapere è stata una fonte vicina all’attore, prima, poi il suo agente a Tmz e People. Ha dichiarato, l’amico e rappresentato, che “Matthew è grato per la preoccupazione dimostrata nei suoi confronti e chiede un po’ di privacy durante la sua guarigione“. L’attore, 48enne, purtroppo da tempo combatte contro le dipendenze da alcol e droghe (che lo portarono anche a prendere peso), vizi che purtroppo ne hanno compromesso la carriera, lanciatissima subito dopo la fine di Friends: Hollywood però lo mollò presto perché ingestibile e con la tv non ebbe miglior fortuna: Mr Sunshine, una serie incentrata su di lui, è arrivato solo a 9 episodi mentre Go on, apprezzato da pubblico e critica, si è fermato a 22.

MATTHEW PERRY, LA DIPENDENZA DA DROGHE E ALCOL

I suoi problemi iniziarono già 20 anni fa (nel 1997, precisamente), quando ancora recitava nei panni di Chandler – uno dei personaggi preferiti dai fan, con il suo umorismo arguto e caustico e la sua autoironia tagliente, un cinismo romantico mai emulato da nessuno – e sono tanti i rehab che ha frequentato per superare questo problema. Vicodin, metadone, anfetamine e alcol sono le sue condanne, fin dal primo ricovero nel 2001.

MATTHEW PERRY, L’INTERVISTA

Bevevo e assumevo oppiacei – ha raccontato in un’intervista a Hollywood reporter – per un po’ penso di essere stato abbastanza bravo a nasconderlo, ma alla fine le persone lo hanno capito. E’ spaventoso ripensarci, ero malato”. Confessò anche di avere scarsa memoria degli ultimi anni di riprese e delle tre ultime stagioni di Friends. Per questo è divenuto un simbolo, negli ultimi 15 anni, della lotta alle dipendenze, e in un video a favore del centro di recupero a Phoenix, uno di quelli che ha frequentato con maggiore profitto disse a pubblicamente “lottate, sempre. Non puoi dipendere da oppiacei e alcol per 30 anni e pensare che basti un ciclo di 28 giorni per salvarti. E’ una guerra che devi combattere ogni giorno, senza mollare”. E’ uno dei testimonial della National Association of Drug Court Professionals e ha usato la sua principesca ex residenza di Malibu (si favoleggia che avesse due campi da tennis regolamentari dove giocasse con l’amico Yannick Noah per ore) per farla diventare la “Perry House”, un centro di recupero per chi ha problemi simili ai suoi.

Dice, sempre “di aver vissuto troppi alti e bassi nella vita, di aver fallito spesso ma di aver anche imparato molto dalle mie sconfitte. Ma di una cosa sono orgoglioso: quando un alcolizzato viene da me e mi chiede “puoi aiutarmi” io rispondo sempre “sì, ce la puoi fare”. Ma è maledettamente difficile

Non è chiara la dinamica dell’incidente, essendo la perforazione gastrointestinale una possibile conseguenze di ulcere (derivanti dal suo stile di vita) ma anche di patologie tumorali o dall’aver ingoiato, in un atto lesionista, sostanze caustiche.

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Boris Sollazzo

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